Autoritratto
🎧 Quest'opera ha un'audioguida: ascoltala nell'appMonet dipinse questa testa con la pittura rimasta sui suoi pennelli. Guardate prima la fronte: è costruita con pennellate brevi e spesse, arancioni e rosa; sulle guance e sul naso si accumulano viola e magenta, mentre la barba è un groviglio di tocchi gialli, verde lime e grigio-azzurri. Lungo i bordi, le pennellate si trascinano in segni irregolari, blu-verdastri e scuri; oltre, non c’è altro che la tela nuda e pallida. Nessun corpo, nessuna stanza, nessuno sfondo: solo la testa sospesa sulla tela grezza.
Quel vuoto fa parte della storia. Secondo il racconto conservato negli archivi del museo, Georges Clemenceau, lo statista che aveva commissionato quei pannelli, venne a visitare lo studio e notò questa testa incompiuta. Monet spiegò di averla dipinta perché doveva pulire i pennelli: così, «Autoritratto» nacque come sottoprodotto del semplice gesto di togliere il colore dagli strumenti. È un’opera libera, quasi trascurata, eppure rientra tra gli ultimi autoritratti che abbia mai realizzato.
Oscar-Claude Monet, nato il 14 novembre 1840 a Parigi, è stato un pittore francese pionieristico e un fondatore dell'Impressionismo, un movimento che ha trasformato il mondo dell'arte. Cresciuto a Le Havre, sviluppò fin da giovane una passione per la natura e la pittura, incoraggiato da sua madre, mentre suo padre sperava che seguisse una carriera nel commercio. Dopo la morte di sua madre nel 1857, Monet si trasferì con sua zia, che sostenne le sue ambizioni artistiche.
La carriera di Monet iniziò con caricature, ma presto cercò una formazione formale, studiando sotto Eugène Boudin, che lo introdusse alla pittura en plein air. La sua svolta avvenne nel 1866 con "La Femme à la robe verte," che attirò l'attenzione al Salon. Il termine "Impressionismo" originò dal suo lavoro "Impression, soleil levant," esposto nel 1874, segnando un allontanamento dall'arte tradizionale.
Nel corso della sua vita, Monet si concentrò nel catturare l'essenza della luce e del colore nella natura, creando serie di dipinti che rappresentavano le stesse scene in condizioni variabili, come i suoi famosi covoni di fieno e ninfee. Si stabilì a Giverny nel 1883, dove coltivò un bellissimo giardino che divenne la sua musa. Nonostante le difficoltà personali, tra cui la perdita di persone care e problemi di salute, la dedizione instancabile di Monet al suo mestiere consolidò il suo posto nella storia dell'arte come maestro del modernismo, influenzando innumerevoli artisti e lasciando un'eredità duratura. Morì il 5 dicembre 1926 a Giverny, celebrato come una delle figure più significative nell'arte.
Monet lo realizzò nel 1917, a Giverny, mentre era impegnato con le tele delle ninfee. Le informazioni del museo ci dicono che l’opera passò per le mani di Georges Clemenceau, l’uomo che aveva commissionato quei grandi pannelli. Clemenceau andò nello studio, vide questa testa incompiuta e chiese di che cosa si trattasse. La risposta di Monet fu semplice: l’aveva dipinta perché aveva bisogno di pulire i pennelli. Così, uno schizzo nato per togliere il colore dagli strumenti finì in possesso di Clemenceau, ed è per questo che nei registri il suo nome compare come quello di chi la possedette.
La testa è vista frontalmente e si trova proprio al centro della tela, per il resto spoglia, chiara e dalla trama fine. Non è dipinto nient’altro: né il corpo, né una stanza, né uno sfondo, né un’iscrizione. La fronte è calva e costruita con pennellate arancioni e rosa, mentre il naso e le guance virano al viola e al magenta. Le folte sopracciglia scure incombono sugli occhi socchiusi, e la barba è un mosaico di tocchi gialli, verde lime e grigio-azzurri, con una macchia più scura intorno alla bocca. Il contorno è tracciato con segni blu-verdi scuri che si interrompono in pennellate frastagliate lungo i bordi destro e inferiore, così la testa sembra dissolversi nel tessuto circostante, invece di occupare uno spazio.
Monet disse di averlo realizzato semplicemente per pulire i pennelli: nacque quindi come una prova su cui scaricare la pittura avanzata, non come un ritratto finito e pianificato.
