La fabbrica di sedie ad Alforville
🎧 Quest'opera ha un'audioguida: ascoltala nell'appAlforville, alla periferia di Parigi, è la meta di questo dipinto, e l’insegna sul muro bianco ti dice esattamente che cosa succede all’interno: «Fabbrica di sedie», gestita con il nome «Chesnoy e C.». Rousseau la dipinge con colori piatti e uniformi, come farebbe un pittore d’insegne, e le lettere sono parte integrante del quadro, proprio come la strada che curva verso di te.
Guarda l’edificio sulla destra. Ecco che cosa ti mostra il dipinto: un quartiere operaio lungo la Senna, dove la fabbrica è un elemento ordinario tra gli alberi, i camini e la tranquilla riva del fiume. Rousseau non ha reso grandiosa la fabbrica né eroici i lavoratori. Li ha dipinti con la stessa cura riservata all’erba e alle nuvole: è anche questo a rendere la scena così insolita per l’epoca.
Rousseau era un funzionario della dogana, impiegato all’octroi di Parigi, l’ufficio comunale che riscuoteva i dazi sulle merci in ingresso nella capitale. Quel lavoro gli valse il soprannome di «il Doganiere», ed è il nome con cui è rimasto noto. Imparò da autodidatta a dipingere, e cominciò a farlo sulla quarantina, dopo anni trascorsi negli uffici e nell’esercito.
Questa tela, datata 1897, appartiene agli stessi anni in cui i critici guardavano ancora con sospetto al suo lavoro, considerandolo lo sforzo maldestro di un pittore della domenica.
Henri Rousseau, nato il 21 maggio 1844 a Laval, Francia, è stato un pittore autodidatta che è diventato una figura fondamentale nel movimento dell'arte Naïve. Conosciuto come "Le Douanier" a causa del suo lavoro come ufficiale doganale, iniziò a dipingere seriamente nei suoi quarant'anni dopo una vita modesta segnata da difficoltà precoci e responsabilità familiari. Nonostante le derisioni da parte dei critici durante la sua vita, lo stile unico di Rousseau, caratterizzato da colori vividi e scene oniriche di giungla, ha attirato un seguito devoto.
Le sue opere, ispirate da visite al Museo di Storia Naturale e ai giardini botanici di Parigi, spesso ritraevano paesaggi fantastici, nonostante non avesse mai viaggiato al di fuori della Francia. Esponeva regolarmente al Salon des indépendants, dove il suo dipinto "Surprised!" ricevette elogi da parte di artisti contemporanei, tra cui Félix Vallotton. Alla fine della sua vita, Rousseau era celebrato da figure d'avanguardia come Pablo Picasso, che riconobbe il suo genio e lo onorò con un banchetto nel 1908.
L'influenza di Rousseau sull'arte moderna è profonda, impattando generazioni di artisti, tra cui i Surrealisti e i Fauves. La sua eredità perdura come testimonianza del potere dell'immaginazione e della bellezza della semplicità nell'arte. Morì il 2 settembre 1910 a Parigi, lasciando dietro di sé un corpo di opere che continua a ispirare e affascinare il pubblico di tutto il mondo.
Questo dipinto ha una provenienza ben documentata. È datato 1897 e i documenti attestano che passò a Guillaume Paul, che ne era proprietario nel 1931. In seguito passò per le mani della signora vedova Jean Walter. Fu esposto in una lunga serie di mostre: prima alla galleria Marie Harriman di New York nel 1931, poi alla Kunsthalle di Basilea nel 1933, alla mostra della «Gazette des beaux-arts» a Parigi nel 1935, alla galleria Paul Rosenberg di Parigi nel 1937, alla Kunsthaus di Zurigo nello stesso anno, alla galleria Charpentier nel 1950 e di nuovo alla galleria Charpentier nel 1961. Il dipinto misura circa 73 per 92 centimetri.
La vita lavorativa di Rousseau si sovrappose al periodo in cui dipinse questo quadro. Il testo dice che nel 1871 fu nominato esattore dell’octroi di Parigi, l’ufficio delle imposte cittadino che riscuoteva dazi sulle merci in entrata nella capitale, e che nel 1893 lasciò l’incarico per dedicarsi a tempo pieno alla pittura.
