Immagine: Deror avi
Su un piatto basso dal sottile bordo blu è ammucchiato un insieme di mele e pere, e l’intera pila sembra protendersi verso di te. In cima, una grossa pera dal gambo ricurvo cattura la luce: la buccia giallo-verde, arrossata e punteggiata di macchie marrone scuro. Sotto ci sono due mele e, a destra, una pera più piccola, ritta sul gambo, con sfumature di giallo, oliva e arancione, qua e là macchiate di rosso.
Guarda su cosa poggia la frutta: un panno bianco molto stropicciato, dipinto con toni di blu, lavanda e rosa tenue, le cui pieghe si sollevano in morbide gobbe sulla destra. Quelle pieghe fanno un gran lavoro. Renoir le ha lasciate occupare il primo piano e i lati della tela, così la frutta sembra adagiata in un nido di stoffa anziché su un tavolo spoglio; inoltre, i toni freddi del panno fanno risplendere i frutti dai colori caldi. Nota anche le pennellate brevi e visibili, più spesse sulla frutta e sul panno, mentre sullo sfondo marrone scuro traspare la trama della tela. La superficie è animata dal lavoro del pennello e l’effetto è meno quello di un’illusione levigata che la traccia della mano che l’ha creata.
Il dipinto è una natura morta, un soggetto che Renoir affrontò molto meno spesso dei ritratti e delle figure per cui divenne famoso, e risale all’ultimo quarto del XIX secolo. Passò per la collezione personale dell’artista e, nel 1919, anno della sua morte, era nelle mani del mercante Ambroise Vollard, che trattò molte opere di Renoir. Tra i proprietari successivi figurano Paul Guillaume e, infine, Madame Veuve Jean Walter. Il dipinto entrò nella collezione del museo con il numero d’inventario RF 1963-19 e compare nel catalogo ragionato delle opere di Renoir pubblicato da Hoog nel 1990.
Pierre-Auguste Renoir, nato nel 1841 a Limoges, Francia, emerse come una figura fondamentale nel movimento Impressionista. La sua vita precoce in una famiglia modesta lo portò a Parigi, dove fece un apprendistato in una fabbrica di porcellana, coltivando il suo talento artistico in mezzo a difficoltà finanziarie. Influenzato dalle opere di maestri come Rubens e Manet, Renoir sviluppò uno stile unico che celebrava la bellezza femminile e le vivaci scene sociali.
Il grande successo di Renoir arrivò con l'esposizione del Salon del 1868, dove presentò il suo dipinto "Lise con un Parasol." Nonostante i rifiuti iniziali, co-fondò la prima esposizione Impressionista nel 1874, dove il suo lavoro cominciò a guadagnare riconoscimento. I suoi dipinti, caratterizzati da composizioni illuminate e soggetti vivaci, catturavano l'essenza della vita parigina.
Nel corso della sua carriera, lo stile di Renoir si evolse, incorporando elementi di realismo pur mantenendo il suo focus sul ritratto e sui nudi. Produsse circa quattromila opere, lasciando un'eredità duratura che influenzò generazioni di artisti. La capacità di Renoir di trasmettere calore e gioia attraverso il colore e la forma assicurò il suo posto come uno dei pittori più celebrati nella storia dell'arte. Morì nel 1919, lasciando dietro di sé un ricco patrimonio artistico.
La tela è dipinta a olio e, secondo la scheda, misura 32 per 41 centimetri. La frutta è raccolta al centro; il panno bianco occupa il primo piano e si estende su entrambi i lati, così il mucchio poggia sul tessuto anziché sul legno nudo. Dietro il panno, il fondo è di un marrone scuro e smorzato; lì si intravede la trama della tela, che fa apparire quella zona scura più sottile e ariosa rispetto alla pittura densa sulla frutta. Il colore è steso con pennellate brevi e visibili, più corpose sulla frutta e sul panno, così la superficie appare lavorata, non liscia.
La scheda riporta che l’opera è giunta al museo con il numero d’inventario RF 1963-19 e che compare al numero 86 nel catalogo ragionato delle opere di Pierre-Auguste Renoir pubblicato da Hoog nel 1990. La storia della proprietà del dipinto comincia dall’artista stesso, che lo conservava nella propria collezione già nel 1919.
