Autoritratto al cavalletto
Un uomo in giacca scura siede in primo piano, con una tavolozza e un mazzo di pennelli in una mano, mentre l'altro braccio si protende verso una tela sul cavalletto che vediamo soltanto da dietro. Quel pittore è Gustave Caillebotte, e il quadro è il suo autoritratto, dipinto nel 1879 nell'appartamento di Boulevard Haussmann dove si era appena trasferito e dove teneva moltissimi dei suoi dipinti.
Guardate cosa è appeso alle sue spalle: una grande tela in cornice dorata, piena di figure sfumate in lavanda, rosa e ocra. È il *Ballo al Moulin de la Galette* di Renoir, che Caillebotte possedeva e teneva nel suo studio. Caillebotte è raffigurato non solo come pittore, ma come collezionista che sosteneva i suoi amici. Comprava le loro tele quando pochi altri lo facevano, e fece i suoi primi acquisti alla vendita impressionista del 24 marzo 1875 all'Hôtel Drouot. Il suo primo acquisto noto da Claude Monet, una tela del 1875 intitolata *Un angolo di appartamento*, seguì nel febbraio 1876. Gallo abitava vicino ai fratelli Caillebotte e, secondo la storica dell'arte Marie Berhaut, offrì un vero conforto dopo la morte della madre dei fratelli nel 1878.
Il dipinto fu esposto alla mostra impressionista del 1880, e Caillebotte lasciò il Renoir allo Stato francese alla sua morte, nel 1894, insieme ad altre opere: sessantasette in tutto.
Gustave Caillebotte era un pittore francese nato il 19 agosto 1848 in una famiglia parigina benestante. La sua educazione gli permise il lusso di dedicarsi all'arte, che iniziò a perseguire seriamente dopo aver prestato servizio nella Guerra franco-prussiana. Le opere iniziali di Caillebotte riflettevano uno stile realistico, catturando spesso la vita contemporanea con un focus su scene urbane e lavoratori, come si può vedere nel suo noto dipinto "I raschiatori di pavimenti". Il suo percorso artistico era intrecciato con il movimento Impressionista, dove ricoprì un doppio ruolo sia come creatore che come mecenate, sostenendo artisti contemporanei come Monet e Degas.
Nonostante i suoi contributi, il lavoro di Caillebotte era spesso oscurato dai suoi contemporanei più famosi, e non ricevette un riconoscimento significativo fino a molto tempo dopo la sua morte, avvenuta il 21 febbraio 1894. La sua collezione di opere impressioniste, lasciata in eredità allo stato francese, divenne una pietra miliare dell'eredità del movimento. La prospettiva unica di Caillebotte, che mescolava il realismo con il nascente stile impressionista, lo posizionò come una figura fondamentale nella storia dell'arte, anche se ci volle un secolo perché i suoi contributi venissero pienamente riconosciuti attraverso retrospettive ed esposizioni. La sua eredità continua a risuonare, illustrando le complessità del riconoscimento artistico e l'evoluzione dell'arte moderna.
La superficie si rivela già a qualche passo di distanza. Le pennellate sono spesse e libere, lasciate in vista anziché sfumate con cura, così la mano del pittore resta sulla tela come traccia del processo creativo. In primo piano la tavolozza è scura e calda: la giacca violacea, quasi nera, assorbe la luce, mentre il crema, il rosa e il verde del divano, insieme al lavanda, al rosa e all’ocra del grande quadro con cornice dorata alle spalle, illuminano la metà superiore. In alto a sinistra si affacciano alcune foglie verdi, una piccola nota fredda in una stanza altrimenti tutta calda.
È Richard Gallo, il migliore amico d’infanzia di Caillebotte, che compare in almeno sette dipinti di Caillebotte ed è raffigurato mentre legge con le gambe ripiegate sotto di sé.
Sì. Secondo la storica dell’arte Marie Berhaut, Gallo abitava vicino alla casa dei fratelli in boulevard Haussmann e fu per loro di grande conforto dopo la morte della madre, nel 1878.
