Parigi › Museo del Louvre

Cornelia, madre dei Gracchi

Cornelia, madre dei Gracchi

Cornelia è al centro di questa sala affollata: seduta, vestita d’ocra e di bianco, indica il giovane accanto a lei, mentre un bambino in blu tende la mano verso la sua. A sinistra, una donna inginocchiata, avvolta in drappeggi color oliva e arancio, allunga il braccio sopra un tavolo coperto da un drappo, su cui sono esposti gioielli: è qui che il messaggio centrale della scena risplende, letteralmente, d’oro e di gemme. All’estrema sinistra, quattro donne siedono o si inginocchiano, intente a filare e cucire, le faccende domestiche di una casa romana; sul fondo, alte colonne e uomini anziani avvolti nei mantelli incorniciano la stanza.

Il significato del dipinto si esprime attraverso questi gesti. La sala in pietra dal pavimento a scacchi, la lancia e lo scudo rotondo appesi sopra due nicchie ad arco con statue e le donne al lavoro con il fuso evocano un mondo di virtù civiche romane, in cui l’orgoglio di una madre si fonda sui figli, non sui beni che possiede.

È un dipinto a olio su tela, datato 1795, che misura 320 per 414 millimetri, realizzato da Joseph-Benoît Suvée, pittore fiammingo la cui opera fu influenzata dal neoclassicismo francese. La tela fu esposta al Salon des artistes français di Parigi nel 1795 e passò per le mani di Luigi XVI e della Corona francese: così entrò nella collezione nazionale, dove è catalogata con il numero d’inventario INV 8075.

Joseph-Benoît Suvée era un pittore fiammingo nato il 3 gennaio 1743 a Bruges, la cui carriera era profondamente intrecciata con il movimento neoclassico francese. Dopo aver studiato sotto Matthias de Visch, si trasferì a Parigi a 19 anni per fare apprendistato con Jean-Jacques Bachelier. Il suo talento gli valse il Prix de Rome nel 1771, portandolo a un soggiorno di sei anni a Roma, dove estese la durata tipica per i pensionati dell'Accademia Francese. Al suo ritorno a Parigi, divenne accademico e aprì una scuola d'arte per giovani donne, coltivando talenti come Constance Mayer.

La rivalità di Suvée con Jacques-Louis David segnò la sua carriera, alimentando un'animosità duratura. Nel 1792, fu nominato direttore dell'Accademia Francese a Roma, ma il suo incarico fu ritardato a causa di un'imprigionamento. Alla fine assunse l'incarico nel 1801, dove continuò a influenzare la scena artistica fino alla sua morte improvvisa il 9 febbraio 1807. Le sue opere più note includono "Achille che deposita il corpo di Ettore" e "Cornelia, madre dei Gracchi," entrambe conservate al Louvre. L'eredità di Suvée è preservata attraverso i suoi studenti, che contribuirono all'evoluzione dell'arte alla fine del XVIII e all'inizio del XIX secolo.

Questa tela fu esposta al Salon des artistes français di Parigi nel 1795, lo stesso anno che reca come data. Passò per le mani di Luigi XVI e poi della Corona francese, entrando così a far parte della collezione nazionale, dove è catalogata con il numero d’inventario INV 8075.

La superficie è liscia e sfumata con delicatezza, con bruni e grigi smorzati accostati a campiture intense di rosso, ocra e blu. Lungo il margine sinistro, quattro donne sono sedute o inginocchiate, intente a filare e cucire; sulla parete di fondo, una lancia e uno scudo rotondo sono appesi sopra due nicchie ad arco che ospitano statue. Il pavimento è formato da lastre chiare e grigie disposte a scacchiera, e il giovane in piedi indossa una toga bianca sopra una tunica blu.

Il pittore Joseph-Benoît Suvée vinse il Prix de Rome nel 1771 e in seguito si contese il primato con Jacques-Louis David, una rivalità che, secondo le fonti, gli valse l’odio duraturo di David.

Al museo, davanti a qualsiasi opera: scatta una foto e ascolta la sua storia.

5 scansioni gratuite

Disponibile su Google Play

Presto sull'App Store (versione iPhone in sviluppo)