Parigi › Museo del Louvre

Zeusi sceglie le modelle dalle belle donne di Crotone

Zeusi sceglie le modelle dalle belle donne di Crotone

Qui, un giovane siede su uno sgabello, con il braccio teso verso un grande pannello vuoto, sul quale si intravedono già i contorni a gesso di una figura. Alle sue spalle, due uomini più anziani, con la barba e vestiti di tuniche color amaranto e verdi, osservano la scena; in basso a sinistra si trovano un vaso e un tavolino con gli strumenti da pittura. Guardate più da vicino la parte destra della tela, dove una folla di donne, avvolte in drappi gialli, bianchi, blu e color prugna, si raduna su gradini verdi. Due di loro sono parzialmente svestite, mentre una donna inginocchiata stringe un lembo di stoffa ai piedi del gruppo.

Questi dettagli preparano il momento centrale della scena. La storia ci è giunta attraverso gli scritti di Plinio, autore romano, ed è la fonte a cui attinse François-André Vincent quando scelse questo soggetto. Lo stile è neoclassico, un movimento che guardava all’antichità classica per trarne i temi e il senso dell’ordine; Vincent si annoverava tra i suoi maggiori esponenti in Francia, dove lavorava in competizione con Jacques-Louis David.

Il dipinto fu esposto al Salon del 1789 a Parigi e di nuovo al Salon del 1791. Appartenne a Luigi XVI, poi passò alla Corona francese e oggi fa parte delle collezioni del Louvre. Una versione più piccola della stessa composizione è conservata al Cantor Arts Center della Stanford University, in California.

François-André Vincent è stato un importante pittore neoclassico francese nato a Parigi il 30 dicembre 1746. Figlio del miniaturista François-Elie Vincent, ha affinato la sua arte sotto la guida di Joseph-Marie Vien e ha frequentato l'École Royale des Éleves Protégés. Il suo percorso artistico lo ha portato a Roma dopo aver vinto il Prix de Rome nel 1768, dove ha creato opere e ritratti notevoli influenzati da contemporanei come Jean-Honoré Fragonard.

La carriera di Vincent è fiorita mentre diventava maestro di disegni per Luigi XVI e successivamente professore all'Académie royale de peinture et de sculpture. Il suo matrimonio con l'artista Adélaïde Labille-Guiard ha ulteriormente arricchito il suo ambiente artistico. Figura chiave nel movimento neoclassico, era noto per i suoi temi innovativi e le sue opere di alta qualità, traendo spesso ispirazione dall'antichità classica e dal Rinascimento italiano.

Nonostante la concorrenza di Jacques-Louis David, i contributi di Vincent furono significativi, portandolo a diventare membro fondatore dell'Académie des Beaux-Arts nel 1795. Con il declino della sua salute negli ultimi anni di vita, dipinse meno ma continuò a ricevere riconoscimenti, tra cui la Légion d'honneur. Vincent morì il 4 agosto 1816, lasciando un'eredità duratura nella storia dell'arte francese.

Questo dipinto fu realizzato nel 1789 da François-André Vincent. Fu esposto al Salon des artistes français di Parigi nel 1789 e di nuovo al Salon del 1791. La sua provenienza risale a Luigi XVI e alla Corona francese; oggi si trova al Louvre, con il numero d’inventario INV 8453. Una versione più piccola della stessa composizione è conservata al Cantor Arts Center della Stanford University, in California.

Si tratta di un dipinto a olio su tela, che misura 323 per 415 unità. L’architettura è classica, con colonne scanalate e un soffitto ombreggiato, drappeggiato, sopra di loro. A sinistra, un giovane con una tunica arancione e un mantello rosso siede su uno sgabello, il braccio teso verso un grande pannello vuoto, sul quale si intravedono già i deboli contorni a gesso o carboncino di una figura. Dietro di lui, due uomini più anziani e barbuti, vestiti con tuniche color amaranto e verdi, osservano la scena. In basso a sinistra si trovano un vaso e un tavolino con gli strumenti per dipingere; alle loro spalle, su un piedistallo, si erge la statua di una donna drappeggiata. A destra, una folla di donne avvolte in drappi gialli, bianchi, blu e color prugna si raccoglie su gradini verdi. Due sono parzialmente svestite, una abbraccia un’altra e una donna inginocchiata stringe un drappo ai piedi del gruppo. La tavolozza accosta rossi e ori caldi a grigi freddi, e la pittura è stesa con pennellate morbide e finemente sfumate.

Passò da Luigi XVI alla Corona francese e oggi è conservato al Louvre con il numero d’inventario INV 8453.

Sì, una versione più piccola della stessa composizione è conservata al Cantor Arts Center della Stanford University, in California.

Al museo, davanti a qualsiasi opera: scatta una foto e ascolta la sua storia.

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