Osserva prima il vaso: il corpo rosso acceso, dai bordi increspati, è decorato con una fascia a chevron di pennellate blu, rosa e scure; poggia su un panno azzurro pallido, con una frangia rossa. Sopra, i crisantemi si riversano verso sinistra: le loro corolle arruffate, bianche e rosa, hanno il centro giallo-arancio, mentre gli steli si piegano decisamente verso destra. Claude Monet costruisce questi fiori con brevi pennellate spesse e piumose, così che i petali sembrano tremolare sulla superficie, invece di restare immobili.
Il quadro funziona perché la pittura non viene mai levigata fino a ottenere una superficie compiuta. Ogni pennellata resta visibile come tale, e da lontano è l’occhio a fondere i colori. La parete grigio-lilla sullo sfondo è punteggiata da piccoli ciuffi di fiori rosa, arancioni e verde-azzurri; un’ombra bluastra scivola sulla parte inferiore sinistra, facendo apparire i fiori immersi in una luce reale, anziché disposti su uno sfondo piatto.
La scheda tecnica ci dice che si tratta di un olio su tela, di 54,5 per 65 centimetri, datato 1878, nell’ultimo quarto del diciannovesimo secolo. È una natura morta, un mazzo di fiori in un vaso, e fa parte dell’opera di Claude Monet, il pittore che diede il nome all’Impressionismo. Dai documenti risulta che passò al dottor Paul Gachet, che ne fu proprietario dal 1909, e poi a suo figlio, anch’egli di nome Paul.
Oscar-Claude Monet, nato il 14 novembre 1840 a Parigi, è stato un pittore francese pionieristico e un fondatore dell'Impressionismo, un movimento che ha trasformato il mondo dell'arte. Cresciuto a Le Havre, sviluppò fin da giovane una passione per la natura e la pittura, incoraggiato da sua madre, mentre suo padre sperava che seguisse una carriera nel commercio. Dopo la morte di sua madre nel 1857, Monet si trasferì con sua zia, che sostenne le sue ambizioni artistiche.
La carriera di Monet iniziò con caricature, ma presto cercò una formazione formale, studiando sotto Eugène Boudin, che lo introdusse alla pittura en plein air. La sua svolta avvenne nel 1866 con "La Femme à la robe verte," che attirò l'attenzione al Salon. Il termine "Impressionismo" originò dal suo lavoro "Impression, soleil levant," esposto nel 1874, segnando un allontanamento dall'arte tradizionale.
Nel corso della sua vita, Monet si concentrò nel catturare l'essenza della luce e del colore nella natura, creando serie di dipinti che rappresentavano le stesse scene in condizioni variabili, come i suoi famosi covoni di fieno e ninfee. Si stabilì a Giverny nel 1883, dove coltivò un bellissimo giardino che divenne la sua musa. Nonostante le difficoltà personali, tra cui la perdita di persone care e problemi di salute, la dedizione instancabile di Monet al suo mestiere consolidò il suo posto nella storia dell'arte come maestro del modernismo, influenzando innumerevoli artisti e lasciando un'eredità duratura. Morì il 5 dicembre 1926 a Giverny, celebrato come una delle figure più significative nell'arte.
Il materiale ci fornisce alcuni dati concreti sulla storia di questa tela. Fu realizzata nel 1878, nell’ultimo quarto del XIX secolo. La sua proprietà è documentata a partire dal 1909, quando passò al dottor Paul Gachet. In seguito appartenne a suo figlio, che si chiamava anch’egli Paul Gachet. Il numero di catalogo, RF 1951 36, indica che entrò nella collezione del museo con quel numero d’inventario. Oltre a queste date e ai nomi dei proprietari, il materiale non dice dove né come fu esposta per la prima volta, quindi non farò supposizioni.
La tela è dipinta a olio e misura 54,5 per 65 centimetri: dimensioni piuttosto contenute per un bouquet. I crisantemi, bianchi e rosa, hanno petali arruffati e centri giallo-arancio; il fogliame grigio-verde conferisce loro un volume ampio e intricato. Il loro peso spinge tutto verso destra, così l’intera composizione sembra scivolare lentamente fuori dal vaso, verso il margine sinistro. Il vaso è una forma rosso vivo, smerlata, con una fascia a chevron blu, rosa e scura che attraversa la parte anteriore. Poggia su un tessuto azzurro chiaro a motivi, che termina con un bordo rosso a frange o a righe. Sullo sfondo, la parete grigio-lilla è interrotta da tre rametti di minuscoli fiori rosa, arancioni e verde-azzurri, mentre un’ombra bluastra si stende sulla parte inferiore sinistra. La pittura è stesa con brevi tocchi spessi e piumati e pennellate rapide; la materia rende visibile la trama sia dei petali sia della forma rossa, così che la superficie stessa risulta in rilievo e vibrante.
La documentazione attesta soltanto che il dottor Paul Gachet possedeva questa tela dal 1909 e che in seguito passò a suo figlio, anch’egli di nome Paul Gachet. Non dice altro su di lui né sul suo legame con Monet.
