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La Montagna di Saint-Victoire

La Montagna di Saint-Victoire

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Guardate dritto davanti a voi: la montagna riempie l’orizzonte, una grande massa dalla cima piatta, sfumata di lilla, rosa e grigio, che si innalza sopra ogni altra cosa nel paesaggio.

Notate anzitutto il pino alto sulla sinistra: il suo esile tronco rossastro sostiene strati di fogliame verde, stagliandosi contro un cielo azzurro pallido e striato. Poi abbassate lo sguardo verso la media distanza, dove un mosaico di campi verdi, ocra e rosa pallido ospita alcuni piccoli edifici, uno dei quali ha il tetto rosso aranciato. Ogni cosa è costruita con pennellate brevi e visibili di pittura a olio, anziché con sfumature uniformi: così il paesaggio sembra composto da piani di colore affiancati.

Quelle pennellate sono la chiave per capire cosa cercasse di ottenere Cézanne. Invece di attenuare la veduta fino a farne un’impressione fugace di luce, ne lasciò ben visibile la costruzione della superficie e trattò il paesaggio come qualcosa dotato di peso e struttura, proprio come la montagna stessa, dalla forma solida e geometrica. Questo approccio, che costruisce la forma attraverso il colore e mette in risalto la struttura sottostante delle cose, è quello che i pittori successivi avrebbero sviluppato ulteriormente.

All’inizio della sua carriera, i suoi dipinti suscitarono il sarcasmo dei critici. Furono soprattutto altri pittori, come Camille Pissarro, e il mercante d’arte Ambroise Vollard a riconoscere il valore della sua opera; la prima mostra personale di Cézanne organizzata da Vollard nella sua galleria parigina, nel 1895, diede avvio a una più ampia rivalutazione. Si dice che Matisse e Picasso lo abbiano entrambi definito «il padre di tutti noi».

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Paul Cézanne è stato un pittore francese post-impressionista fondamentale, nato il 19 gennaio 1839 ad Aix-en-Provence. Proveniva da una famiglia benestante, che gli ha permesso la libertà di dedicarsi all'arte nonostante le aspettative di suo padre, che voleva che entrasse nell'attività bancaria di famiglia. Le sue prime influenze includevano il Romanticismo e il Realismo, ma alla fine ha forgiato uno stile unico che enfatizzava la struttura e la forma, fungendo da ponte tra l'Impressionismo e il nascente Cubismo.

Il lavoro di Cézanne era caratterizzato da pennellate ripetitive e da un uso distintivo dei piani di colore, riflettendo il suo profondo coinvolgimento con i soggetti. Inizialmente accolto con scetticismo e derisione, trovò supporto da parte di artisti colleghi e di alcuni collezionisti perspicaci, portandolo alla sua prima esposizione personale nel 1895. Il suo approccio innovativo ha gettato le basi per l'arte moderna, guadagnandosi il titolo di "padre di tutti noi" da maestri successivi come Picasso e Matisse.

Nonostante un rapporto turbolento con la sua famiglia e i critici, la ricerca instancabile di Cézanne della verità artistica e il rinnovamento dei metodi tradizionali hanno consolidato il suo posto nella storia dell'arte come figura trasformativa la cui eredità continua a ispirare. Morì il 22 ottobre 1906, lasciando un corpo di opere che ha profondamente influenzato la traiettoria dell'arte moderna.

Dietro ogni cosa si stende un cielo azzurro pallido, solcato da sottili pennellate, e la montagna non è una forma piatta e uniforme, ma un blocco di lilla, rosa e grigio che sembra protendersi verso il piano del quadro. In primo piano, gli alberi arrotondati si addensano in tonalità di giallo-verde, oliva e verde-azzurro: così il margine inferiore del dipinto appare fitto e vicino, mentre la montagna sembra lontana e fredda. La fascia piatta color ocra chiaro che attraversa la parte bassa sembra un muro o il bordo di un campo e fa da ancoraggio all’intera scena. A destra, la struttura arcuata che corre lungo l’orizzonte è una linea bassa e discreta, che impedisce allo sguardo di scivolare fuori dal quadro.

Altri pittori, come Camille Pissarro, e il mercante d’arte Ambroise Vollard furono i primi a riconoscere il valore della sua opera; la mostra personale di Vollard del 1895 a Parigi diede avvio a una più ampia rivalutazione.

No. Da ragazzo, il suo amico Émile Zola lo esortava a prendere sul serio la poesia, ma Cézanne la considerava solo un passatempo.

Al museo, davanti a qualsiasi opera: scatta una foto e ascolta la sua storia.

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