I Coristi
Prenditi un momento per guardare da vicino «I Coristi» di Edgar Degas. Nota come i cantanti siano disposti in fila, con le bocche spalancate mentre intonano una melodia. Osserva i vivaci costumi arancioni e gialli: sembrano quasi brillare sotto le luci del palcoscenico. Questi dettagli sono importanti perché catturano un momento di emozione e energia pura, un'istantanea di vita che sembra sia immediata che senza tempo. Degas, noto per il suo focus sul movimento, qui sposta il suo sguardo dai ballerini ai cantanti, offrendoci un raro sguardo nel mondo dell'opera, specificamente in una scena dal "Don Giovanni" di Mozart. Questa scelta riflette il suo desiderio di ritrarre le realtà quotidiane della performance, piuttosto che la bellezza idealizzata spesso associata al palcoscenico. Creato nel 1877, quest'opera a pastello faceva parte della Terza Esposizione Impressionista ed è stata lodata per il suo realismo, con i critici che hanno notato le espressioni "orribili" ma autentiche dei cantanti. Fu acquistata dal collega artista Gustave Caillebotte, che ne riconobbe l'importanza. Mentre sei qui, pensa alle voci che riempivano l'aria durante quella performance. Come immagini fosse l'atmosfera? Quali storie potrebbero aver raccontato questi cantanti oltre la musica?
Edgar Degas, nato il 19 luglio 1834 a Parigi, è stata una figura fondamentale nel movimento Impressionista, anche se preferiva essere etichettato come realista. Conosciuto per la sua eccezionale abilità nel disegno, Degas si concentrò nel catturare il movimento, in particolare nelle sue rappresentazioni di ballerine, che costituiscono oltre la metà della sua opera. Le sue opere includono anche cavalli da corsa e ritratti che rivelano profondità psicologica e isolamento umano.
Degas proveniva da una famiglia colta e benestante; sua madre era una creola di New Orleans e suo padre era un banchiere. Dopo la morte della madre, intraprese la carriera artistica contro il volere del padre, studiando all'École des Beaux-Arts e traendo ispirazione dai maestri classici durante il suo soggiorno in Italia. La sua ambizione iniziale di diventare un pittore di storia cambiò mentre abbracciava soggetti contemporanei, influenzato da artisti come Édouard Manet.
Nonostante fosse un membro fondatore degli Impressionisti, l'approccio di Degas si discostava dai suoi coetanei, poiché spesso lavorava nel suo studio piuttosto che en plein air. Le sue tecniche innovative e i suoi temi suscitarono dibattiti tra i critici e continuano a influenzare la storia dell'arte oggi. Degas morì il 27 settembre 1917, lasciando un'eredità che sfida i confini tradizionali nell'arte.
Edgar Degas creò «I Coristi» nel 1877, un anno cruciale per il movimento Impressionista. Quest'opera a pastello fece parte della Terza Esposizione Impressionista a Parigi, dove attirò l'attenzione per il suo realismo crudo. I critici notarono le espressioni 'orribili' ma autentiche dei cantanti, che segnarono una rottura con la bellezza idealizzata spesso presente nell'arte. Caillebotte la lasciò poi in eredità allo stato, portando alla sua inclusione nelle collezioni del Musée du Luxembourg e successivamente del Louvre. Nel 1986, trovò la sua casa al Musée d'Orsay. Tuttavia, il viaggio dell'opera d'arte prese una piega oscura quando fu rubata nel 2009 mentre era in prestito al Musée Cantini. Solo nel 2018 fu recuperata, trovata nel vano bagagli di un autobus, relativamente intatta, ma i ladri rimangono non identificati.
Degas ha impiegato una tecnica unica in «I Coristi», utilizzando il pastello su un precedente monotipo, un metodo che ha permesso una ricca stratificazione di colore e texture. La composizione è straordinariamente rettangolare, quasi quadrata, misurando appena 27 per 32 centimetri. Nota come i cantanti siano disposti in fila, le loro bocche aperte e le mani tese creano un dinamico senso di movimento. Il tratto di pennello sembra inquieto, catturando l'energia della performance. I vivaci costumi arancioni e gialli risaltano contro lo sfondo più scuro, illuminati dalle luci di scena, attirando il tuo sguardo verso i performer. I volti, pur mancando di dettagli intricati, trasmettono un senso di immediatezza ed emozione, incarnando l'etica impressionista di catturare un momento fugace. Lo sfondo presenta spettatori nei palchi, aggiungendo profondità e contesto alla scena, mentre l'intera composizione ti invita a sentirti parte del pubblico, vivendo la performance in prima persona.
Un aneddoto sorprendente su «I Coristi» è il suo drammatico furto nel 2009. Mentre era in prestito al Musée Cantini, fu rubato durante una mostra temporanea. L'opera d'arte rimase scomparsa per quasi un decennio, per essere recuperata solo nel 2018 durante un'ispezione doganale di routine. Gli ispettori la trovarono nascosta nel vano bagagli di un autobus e, straordinariamente, era relativamente intatta. Tuttavia, il mistero dei ladri rimane irrisolto.
I critici hanno notato che 'I Coristi' riflette l'influenza dei caricaturisti francesi contemporanei, in particolare di Honoré Daumier, poiché la rappresentazione da parte di Edgar Degas delle espressioni esagerate dei cantanti aggiunge un livello di umorismo e realismo che si allinea con la natura satirica della caricatura.
