Immagine: Shonagon · Gary Todd from Xinzheng, China · Jean-Pol GRANDMONT · Brigitte ALLIOT (conjointe) · Nathanael Burton
Atena di Velletri
Prenditi un momento per osservare davvero l'Atena di Velletri. Nota come il suo elmo si posi perfettamente sopra la sua testa, lo sguardo fiero dei suoi occhi che attraversa i secoli.
Questa statua, creata nel 100 d.C., è una copia romana, ma incarna la riverenza per Atena, la dea della saggezza e della guerra. Le tracce di rosso nei suoi capelli e attorno ai suoi occhi suggeriscono una finitura policroma un tempo vibrante, ricordandoci che le sculture antiche erano spesso più colorate di quanto immaginiamo. È affascinante pensare a come questa statua sia stata riscoperta in un vigneto vicino a Velletri nel 1797, e come abbia viaggiato attraverso la storia, dalle mani di un restauratore di nome Vincenzo Pacetti fino alla sua casa qui al Louvre.
Mentre sei qui, considera cosa rappresenta Atena: forza, saggezza e le complessità della guerra. Quali pensieri o sentimenti evoca in te?
Osserva da vicino il marmo dell'Atena di Velletri. La mano dell'artista ha scolpito questa pietra con incredibile precisione, catturando i delicati tratti del volto di Atena. Puoi quasi percepire la tensione nelle linee del suo elmo e nei dettagli intricati della sua armatura. Nota come la superficie sia stata lucidata a una finitura liscia, permettendo alla luce di danzare sulla sua forma. Le tracce di rosso intorno ai suoi occhi e ai capelli suggeriscono che un tempo indossasse colori vivaci, un promemoria che le sculture antiche non erano solo monocromatiche, ma vive e piene di vita.
Questa statua è una copia romana risalente a circa 100 d.C., che richiama una statua in bronzo greca perduta attribuita a Kresilas, databile intorno al 430 a.C. La statua fu inizialmente restaurata da Vincenzo Pacetti, che aggiunse diversi elementi, tra cui la punta del casco e parti del mantello. Dopo il suo restauro, cambiò diverse volte di mano, venendo infine acquisita dal Direttorio francese. Affrontò un viaggio tumultuoso durante la Guerra della Seconda Coalizione, venendo sequestrata e successivamente restituita in Francia. Nel dicembre del 1803, trovò la sua casa al Louvre, dove rimane un pezzo centrale dell'arte classica oggi.
Ecco un curioso aneddoto: quando l'Atena di Velletri fu riscoperta, era così affascinante che anche Napoleone Bonaparte ne mostrò un vivo interesse. Era determinato a garantirne l'acquisizione per il Louvre, riconoscendo il suo potere simbolico sia come guerriera che come dea della saggezza.
Pacetti non solo restaurò la statua ma aggiunse anche diversi elementi, tra cui la punta del casco, l'avambraccio dritto e parti del mantello, che non facevano parte della scultura originale. Questa pratica di aggiungere nuovi componenti era comune tra i restauratori del suo tempo, sollevando interrogativi sull'autenticità delle opere restaurate.
Alla sua riscoperta nel 1797, la statua catturò l'attenzione di figure come Napoleone Bonaparte, che riconobbe il suo potere simbolico e si adoperò per la sua acquisizione per il Louvre. Questo interesse portò a un viaggio tumultuoso, incluso il suo sequestro durante la Guerra della Seconda Coalizione, prima di trovare infine una sistemazione permanente nel Louvre nel 1803.
L'Atena di Velletri condivide somiglianze stilistiche con il busto del Pericle con elmo, che è attribuito allo stesso scultore, Kresilas. Questa connessione non solo aiuta a datare la statua, ma evidenzia anche l'influenza dell'arte greca classica sulle copie romane.
