Parigi › Museo del Louvre

La dama delle violette Immagine: Sailko

La dama delle violette

Chi è questa donna dagli occhi abbassati e dal copricapo ornato di perle? Il museo non conosce il suo nome, e questa assenza fa parte di ciò che stai guardando. Il suo volto è pallido e modellato con morbidezza; lo sguardo è rivolto in basso e di lato, come se stesse ascoltando qualcosa appena fuori dalla sua portata.

Guarda il cartiglio che tiene tra le dita sollevate. La sua curva bianca reca parole in lettere maiuscole: «DE QVOILQVE NON VEDE. NO ME RECORDE.» Sotto pende un grande pendente ovale, incastonato di pietre rosse e scure e decorato con minuscole figure: un gioiello del genere che ti fa capire quanto valesse la pena ritrarla fin nei minimi dettagli.

Il dipinto è un olio su tavola, di circa 37 per 26 centimetri, realizzato nell’ultimo quarto del Quattrocento. Il pittore è anonimo, perciò i documenti parlano soltanto dell’opera. Il suo titolo francese, «La Dame aux pensées», deriva da quei fiori, che legano la donna ritratta all’antico linguaggio del ricordo e del pensiero. La tavola è entrata nella collezione del museo con il numero d’inventario INV 9925, ed è stata studiata nei cataloghi specialistici con diversi numeri di riferimento.

La superficie è sfumata con grande cura, così i passaggi dal volto all’ombra sono morbidi, non netti; è nei gioielli che il pittore lascia che il tratto diventi preciso. Guardate il pendente sul petto: è un ovale incastonato di pietre rosse e scure, al cui interno si scorgono minuscole figure, dipinte così in piccolo da sembrare più un dettaglio del gioiello che una scena narrativa. In contrasto con questa precisione minuziosa, il fondo dorato è cosparso di fiori dipinti simili a viole del pensiero e di viticci verdi: un campo decorativo che incornicia la testa senza competere con il volto. Il velo verde scuro, quasi nero, ricade sul copricapo, e sotto ne fa capolino la fodera rosa del copricapo scanalato. L’abito blu, screziato, è interrotto da un ampio colletto quadrato rosso e bianco, una decisa macchia di colore proprio sotto l’ovale pallido del volto.

La descrizione del soggetto fornita dal museo identifica la persona ritratta come spagnola: si tratta di un’attribuzione di catalogo, non di un’informazione dichiarata dal dipinto stesso.

Il catalogo identifica le minuscole figure del gioiello come un soggetto biblico legato a san Giovanni Battista, perciò il pendente potrebbe racchiudere un’immagine religiosa in miniatura.

Al museo, davanti a qualsiasi opera: scatta una foto e ascolta la sua storia.

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