Immagine: Chaïm Soutine (1893 - 1943), Coll. Jean Walter et Paul Guillaume, Musée de l'Orangerie, Paris
Tacchino e pomodori
Il pollo spennato in "Tacchino e pomodori" sembra saltare fuori dalla tela, la sua testa che si protende verso l'angolo in alto a sinistra come se fosse colto in un momento di vita. Pennellate vorticosi di giallo, arancione e nero creano un corpo testurizzato che contrasta drammaticamente con i vivaci pomodori rossi accatastati sotto, il cui colore sembra quasi pulsare contro le tonalità più scure del pollo.
Questo dinamico gioco tra il pollo e i pomodori cattura non solo gli oggetti stessi ma anche un senso di vitalità ed energia, come se Soutine ti invitasse a vivere la crudezza della scena. Lo sfondo astratto, con i suoi verdi e marroni smorzati, aggiunge profondità, suggerendo un mondo oltre la natura morta mentre esalta il movimento complessivo della composizione.
"Tacchino e pomodori" è stato esposto alla Biennale di Venezia del 1952 e di nuovo a Parigi nel 1959, mostrando l'impatto duraturo di Soutine nel mondo dell'arte.
Chaïm Soutine era un pittore bielorusso-ebraico che divenne una figura significativa nel movimento espressionista mentre risiedeva a Parigi. Nato nel 1893 a Smilavichy, affrontò un'infanzia difficile essendo uno degli undici fratelli in una famiglia povera. Il suo percorso artistico iniziò a Vilnius prima di emigrare a Parigi nel 1913, dove studiò all'École des Beaux-Arts. Il tempo di Soutine a Montparnasse, in particolare a La Ruche, lo immerse in una vivace comunità di artisti, tra cui Modigliani e Chagall.
Nonostante le difficoltà legate alla povertà e ai problemi di salute, Soutine sviluppò uno stile unico che enfatizzava forma, colore e texture piuttosto che la mera rappresentazione. Le sue opere, spesso caratterizzate da colori vividi e tumultuosi e forme distorte, costituivano un ponte tra la pittura tradizionale e l'emergente Espressionismo Astratto. Sebbene mantenesse una certa distanza dai movimenti artistici, la sua influenza crebbe, in particolare dopo che il collezionista americano Albert Barnes acquisì un numero significativo dei suoi dipinti negli anni '20.
La vita di Soutine fu segnata dall'introversione e da una riluttanza a condividere i propri pensieri, portando a una persona piuttosto enigmatica. La sua arte riflette un profondo coinvolgimento con il medium, spesso vista come una ricerca di salvezza. Nonostante le sue lotte, l'eredità di Soutine perdura, riconosciuto come un precursore di movimenti artistici successivi e celebrato per la sua profondità emotiva e il suo approccio innovativo alla pittura.
Questo particolare dipinto fu esposto alla Biennale di Venezia del 1952, un evento significativo che mise in mostra l'opera di Soutine tra altri artisti moderni. Fu successivamente presentato a Parigi nel 1959 alla Galerie Charpentier, dove faceva parte di una collezione più ampia di trentacinque delle sue opere. La provenienza di questo pezzo include figure notevoli come Guillaume Paul e la vedova di Walter Jean, indicando il suo viaggio attraverso le mani di collezionisti d'arte prima di raggiungere la sua attuale dimora.
La tecnica di Soutine in «Tacchino e pomodori» è una lezione magistrale di pennellate espressive. Il corpo del pollo non è semplicemente rappresentato; è vivo con vorticosi colpi di giallo, arancione e nero che creano una qualità testurizzata, quasi scultorea. Questa applicazione dinamica della vernice attira il tuo sguardo attraverso la tela, enfatizzando il movimento e la vitalità del pollo. I vivaci pomodori rossi sottostanti contrastano nettamente con le tonalità più scure del pollo, il loro colore quasi pulsante di vita. Lo sfondo astratto, reso in verdi e marroni attenuati, serve a migliorare la composizione complessiva, aggiungendo profondità e suggerendo un mondo oltre la immediata natura morta. Le pennellate visibili trasmettono energia ed emozione, invitando gli spettatori a sentire la crudezza della scena piuttosto che limitarvisi a osservarla.
Il dipinto era precedentemente di proprietà di figure note tra cui Guillaume Paul e la vedova di Walter Jean.
Nel 1959, il dipinto faceva parte di una mostra più ampia alla Galerie Charpentier, che includeva trentacinque opere di Soutine.
