Parigi › Museo del Louvre

Hera di Samo Immagine: Shonagon · Unknown artistUnknown artist · Unknown artistUnknown artist · Geffroy, Gustave, 1855-1926

Hera di Samo

Prenditi un momento per guardare davvero l'Hera di Samo. Nota come si erge alta e fiera, anche senza la sua testa. Il suo corpo è avvolto in strati intricati di tessuto che sembrano fluire come acqua, non credi? Il modo in cui il suo himation si avvolge attorno alla spalla crea un'asimmetria sorprendente che attira il tuo sguardo.

Scoperta nel XIX secolo all'Heraion di Samo, questa statua risale a circa 560 a.C., un'epoca in cui i Greci iniziavano a esplorare forme più naturalistiche nella loro arte. Si crede che fosse dedicata alla dea Hera, forse come offerta da qualcuno di nome Chéramyès, come inciso sulla sua base.

Mentre sei qui, considera com'era vedere questa statua nel suo contesto originale, forse in un tempio, circondata da fedeli. Quali storie pensi che potrebbe raccontare se potesse parlare?

Osserva più da vicino il marmo stesso. Questa scultura è scolpita in una pietra grigia con grandi cristalli, che le conferisce una texture unica che cattura la luce in modi diversi. L'intricato drappeggio dei suoi indumenti mette in mostra l'abilità dello scultore nel creare pieghe verticali fini che sembrano quasi ondeggiare. Nota come l'himation, drappeggiato sulla sua spalla, non sia solo una semplice copertura ma un complesso strato che aggiunge profondità e movimento alla figura. La maestria qui è una testimonianza della capacità degli scultori greci antichi di dare vita alla pietra, catturando non solo la forma ma anche un senso di grazia e fluidità.

L'Hera di Samo, conosciuta anche come la Koré de Chéramyès, fu rinvenuta nel XIX secolo durante gli scavi all'Heraion di Samo, guidati da Paul Girard della Scuola Francese di Atene. Scoperta nell'angolo nord-est del Tempio di Policarpo, questa statua era inizialmente ritenuta rappresentare la dea Hera. Girard ne negoziò l'acquisto nel 1879 e, nel 1881, trovò la sua casa al Louvre. La dedica incisa lungo il bordo del suo velo rivela il nome del suo patrono, Chéramyès, che la offrì alla dea come segno di devozione.

È interessante notare che l'Hera di Samo fa parte di un gruppo più ampio di statue simili trovate all'Heraion, suggerendo che queste figure potrebbero aver fiancheggiato un sentiero sacro che conduceva al tempio. Nel 1984, gli archeologi scoprirono un'altra statua che somigliava molto a questa, anch'essa dedicata da Chéramyès, suggerendo un possibile laboratorio o una tradizione artistica che ha prodotto queste straordinarie figure. Questa connessione tra le due statue solleva interrogativi sulla loro collocazione originale e sul loro scopo all'interno del paesaggio sacro.

La complessa drappeggiatura e le pieghe dettagliate della Hera di Samo la distinguono da molte altre statue arcaiche, mostrando un livello di abilità superiore e una transizione verso forme più naturalistiche che stavano emergendo nella scultura greca.

Al museo, davanti a qualsiasi opera: scatta una foto e ascolta la sua storia.

5 scansioni gratuite

Disponibile su Google Play

Presto sull'App Store (versione iPhone in sviluppo)