Immagine: Tangopaso · smerikal · Tangopaso · Tangopaso · 林高志
Mano destra della Nike di Samotracia
Il pollice si incurva verso l’alto in un arco stretto, mentre l’indice si protende verso destra, con la punta consumata e scheggiata dal tempo. Le nocche terminano in un bordo irregolare e frastagliato, là dove un tempo c’erano le altre dita: ciò che resta sembra così un gesto colto a metà frase.
La pietra è marmo bianco, invecchiato fino ad assumere tonalità crema e grigie, con una superficie levigata e morbida che cattura la luce; sul dorso corre una tenue linea rossastra, accompagnata da una manciata di macchioline bruno-aranciate. La mano poggia su un supporto di metallo scuro e, dietro il vetro, le pareti chiare e luminose della galleria si riflettono nella lucentezza della pietra.
Questo frammento appartiene alla Vittoria alata di Samotracia, la statua di Nike, dea greca della vittoria, realizzata intorno al 185 a.C. È una celebre opera dell’arte greca ellenistica, e questa mano destra è uno dei frammenti superstiti appartenenti alla figura più grande.
Il materiale qui ci dice soltanto che la pietra è marmo. Ciò che si può davvero vedere è una superficie levigata fino a ottenere una finitura morbida e lucida, con le nocche e le punte delle dita lasciate ruvide là dove si sono consumate o scheggiate. La rottura al polso è una superficie piana, grossolanamente scalpellata, che mostra il punto in cui la mano è stata separata dal braccio. Oltre a questo, la documentazione non dice come la mano sia stata scolpita o rifinita, perciò non mi azzarderò a ipotizzare strumenti o metodi.
Il testo non spiega perché sia stato scelto il supporto. Si limita a registrare che il frammento è montato su una base di metallo scuro, nella cui pietra lucidata si riflettono le pareti della galleria.
